Imperfette e felici

Imperfette e felici

In questa società della performance siamo sempre alla ricerca di qualcosa che ci manca. Allunghiamo lo sguardo lì fuori per cercare quello che ci serve per stare meglio. Osserviamo oggetti, luoghi, posti di lavoro ai quali aspirare come meta verso la felicità.
In questa ricerca in cui il focus è la penuria di questo o di quello ci perdiamo la possibilità di cogliere l’abbondanza che ci circonda.

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L’asilo delle mamme e dei papà

L’asilo delle mamme e dei papà

Tutti hanno bisogno di un asilo. Di un luogo sicuro, caldo accogliente. Non solo i cuccioli. Spesso da grandi ne abbiamo bisogno ancora di più. A volte ancora sogno di andare al liceo e di dirmi, nel letto…”Oggi non vado a scuola e domani porto la giustificazione…” Poi metto a fuoco e… “Oddio, la maestra sono io, mi devo proprio alzare”.

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Mister Mendez ha sempre ragione

Mister Mendez ha sempre ragione

Tre giorni e due notti lontana.

Partita da Roma in canottiera, sono arrivata ad Aosta che era Natale. Meno male che per sbaglio avevo preso un pail.

Ero a duemila metri di altezza, in una casetta da fare invidia ad Heidi in persona, senza nemmeno le caprette a farmi “ciao”. Io e pochissimi altri esemplari umani, uno scoiattolo incontrato per strada, la mia settimana enigmistica. Un silenzio che nemmeno nei templi tibetani.

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Nico, maestr* d’amore

Nico, maestr* d’amore

Non sapremo mai se sei un maschio o una femmina, ma Nico è il nome che Alma Wilma e Pepe hanno subito scelto per te.

Il tuo arrivo è stato un vortice di gioia per tutti e nel breve periodo trascorso insieme hai saputo mettere in circolo coraggio, amore, riflessioni profonde. E nel tuo breve passaggio hai ricevuto anche dei doni, tra cui un piccolo albero di avocado.

Poi il tuo cuore si è fermato e in quello di ognuno di noi si è creato un buco nero.

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Racconto breve di un anno pieno come un secolo.

Racconto breve di un anno pieno come un secolo.

Esattamente un anno fa iniziavano una serie di eventi che avrebbero messo la nostra vita in una specie di centrifuga gigante che a volte rallentava solo per prendere la rincorsa per ripartire più violenta di prima. La sensazione di essere su una barchetta in un oceano in tempesta è stata quella che ha predominato fino a qualche mese fa, ma col senno di poi quello che vedo è che tutto questo “strizzamento”, che ci ha stropicciati e a tratti confusi, ha scaraventato lontano da noi tutto quello di cui non avevamo più bisogno. Come tutte le separazioni ogni congedo affrontato in questi dodici mesi ha portato dubbi, dolore, rabbia ma anche profonda rinascita. E come sempre ogni persona che si è allontanata ha lasciato spazio a qualcun’altro che doveva arrivare, ha lasciato il suo prezioso contributo e, portandosi via un pezzetto di noi, ci ha regalato uno spazio per accogliere un nuovo dono, un nuovo prezioso germoglio che si è poi fatto spazio nei nostri cuori e intorno a noi.

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