“Un po’ di ciuccio no?”

Quante volte ho sentito questa frase!!! E quante volte ho visto genitori andare nel panico perché “non si trova il ciuccio”. Il post di oggi di Mammartigiana mi ha fatto ripensare a tutto l’universo ciuccesco che ho avuto modo di osservare in questi dieci anni di asilo nido.
Solo lì, perché a casa nostra c’era davvero poco da osservare sulla questione. Nel regalo per la nascita di Alma un gruppo misto di colleghe e amiche ci misero anche un ciuccio, era verde perché non si sapeva il sesso della creatura. E’ ancora in casa da qualche parte,ce lo siamo portato in tutti i nostri traslochi, IMMACOLATO. Io l’ho tirato fuori forse una volta o due, per brevi istanti in cui i risvegli notturni mi facevano vacillare, ma non sono mai arrivata a darglielo. L’idea di mettergli il tappo mi faceva venire un brivido sulla schiena . Le uniche volte che lo hanno assaggiato è stato a scuola,rubandolo a qualche compagno, per la curiosità di capirne il sapore, secondo me, perché subito dopo lo buttavano via. Invece al mare in questi mesi ho visto tante piccole creaturine tappate. Non voglio puntare il dito contro le mamme, ma vorrei stimolare qualche riflessione al riguardo. Perché spesso le scelte delle mamme sono guidate dai consigli degli esperti, dei famigliari, dei vicini. Essere mamma è meraviglioso, ma all’inizio è anche tanto destabilizzante. E se ti senti dire che poi “ti usa come un ciuccio” o che “poi non puoi fare più niente perché vuole solo il seno e non lo puoi lasciare” beh, magari un pensierino ce lo fai. Ma nessuno ti aiuta a riflettere sul fatto che dare il ciuccio è un messaggio chiaro che dice “se hai un problema lo puoi risolvere con un oggetto”. Non una persona o un gesto, UN OGGETTO. Mi sembra chiaro che questo è molto funzionale alla società consumistica in cui viviamo, ma è altrettanto evidente quanto questo sia ASSURDO e INNATURALE. Spesso sento dire “non può avere fame, ha appena poppato!” certo, magari ha sete, o non aveva finito, o vuole solo tornare nel suo piccolo paradiso di poppante. “Mica puoi stare sempre con le tette al vento!” anche questa va per la maggiore. Non sarà per sempre, i bimbi crescono così in fretta…ed hanno bisogno solo di voi. Non del ciuccio. Il ciuccio è solo un tappo. Ergonomico, personalizzato, hi-tech ma sempre un tappo. Fatto a immagine e somiglianza del seno. Ma se uno ha a portata di mano l’originale, perché dovrebbe accontentarsi di una copia? Certo può essere utile in situazioni-limite (mentre mamma sta guidando o roba simile) ma non può e non deve essere la normalità. Un bambino piccolo conosce il mondo attraverso la bocca, si ciuccia le mani, assaggia il lenzuolino, assapora giochi e tutto quello che gli capita a tiro. Sta scoprendo il mondo con i mezzi che la natura gli ha donato. Perché fargli credere che il mondo è  insapore, inodore e, soprattutto, di plastica?!?!?! Io non credo che il ciuccio sia necessario, ma capisco che possa risultare comodo a volte e non condanno chi ne fa uso. Come sempre è una questione di giusta misura, anche se personalmente penso che sarebbe meglio evitarlo, soprattutto nei primi sei mesi di vita, in cui la suzione al seno è di fondamentale importanza per le crescita psicofisica del neonato. Poi ogni famiglia si organizza come è meglio per tutti i suoi membri. La cosa migliore sarebbe riuscire a crescere i nostri figli accompagnandoli, senza interferire. Ascoltandoli e lasciandoli fare. E’ più faticoso, a volte, ma è la cosa più giusta. E’ più impegnativo? Forse nei primi anni, ma poi se ne raccolgono i frutti. Un bambino rispettato sarà un adolescente rispettoso. E magari se ci proviamo tutti insieme il mondo di domani sarà migliore.

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