Estivill e compagnia bella

Lo so, sul sonno dei neonati si è detto tutto e il contrario di tutto. Conosco mamme entusiaste di aver applicato Estivill, mamme che ci hanno provato senza alcun successo e mamme che, come me, rabbrividiscono solo all’idea che qualcun altro lo abbia fatto, perché di farlo io nemmeno riuscirei a pensarlo. Ma non credo che una mamma-Estivill sia peggiore di me. Quelle che conosco sono anche persone che stimo. Le mie riflessioni al riguardo sono di tutt’altra natura.
Alla base delle mie perplessità, che coinvolgono TUTTI I “metodi” riguardanti i bambini, sta il fatto che a mio avviso non è possibile omologare gli esseri umani, NON SI PUO’ pensare che una cosa che sta bene a tuo figlio, sia  perfetta per i figli di tutti. Che magari in linea di massima un “metodo” ci può anche azzeccare (basta studiare un po’ di fisiologia e cercare di assecondarla tirando giù qualche linea generale, tutto sommato!) ma IL RISCHIO REALE è che neo-genitori nel pieno del ciclone post nascita, invece di ASCOLTARE il proprio bambino siano concentrati sull’applicare questo o quel metodo. Allora quello che voglio dire io ai futuri genitori è:
cercate di frequentare dei cuccioli umani, prendete confidenza col loro mondo incantato.
Leggete tantissimo sull’argomento ma solo fino al settimo mese di gravidanza, poi…
Dimenticate tutto quello che avete letto, quello di cui avete bisogno vi tornerà in mente, il resto non faceva per voi.
BUTTATE TUTTI I MANUALI, non avete bisogno di precetti né di indicazioni, solo di informazioni.
Non vi fidate di quelli che dicono/scrivono che una certa cosa “si fa così”, allevare un figlio non è come montare un mobile Ikea, non ci sono istruzioni né ricette universali. Ogni famiglia è unica e deve trovare le proprie.
Leggete pure i vari Estivill, Hogg e compagnia bella. Ma prima di mettere in pratica qualunque cosa VERIFICATE che rispetti la fisiologia dei bambini.
Diffidate dei manuali che non spiegano perché sia un bene fare così o colà. Scoprirete che la maggior parte di questi luminari non vi spiega il perché “scientifico”. Si fa così punto.
Siate curiosi come i bambini che non smettono MAI di chiedere (e di chiedersi) perché?
Dormite coi vostri figli se questo fa stare bene voi e loro, smettete di condividere il sonno, se diventa una cosa scomoda (fisicamente e/o emotivamente)anche solo per uno/a di voi.
Trovate insieme soluzioni che diano sollievo a tutti (usciranno fuori cose che non avreste mai immaginato di voler fare!).
Non pensate MAI di aver trovato l’assetto definitivo: avere figli è come fare il trapezista, ti sembra impossibile bilanciare tante variabili tutte insieme e invece alla fine ce la fai con naturalezza, passando soavemente ed elegantemente da uno squilibrio all’altro.
Cercate di CONOSCERE i vostri bambini e il genitore che è in voi.
Ascoltateli, ascoltatevi e se quello che sentite va contro il parere dei manuali, dell’esperto, degli amici, della vicina di casa…fregatevene.Solo la sincerità dei vostri cuori conosce la verità della vostra famiglia.
Essere genitori consapevoli a volte è scomodo, perché la strada la devi aprire tu e quelle già spianate spesso ti stanno strette, ma decidere di avere un figlio è l’esatta metafora di quello che succederà dopo: tanto amore che prende una forma fisica e che va accompagnato con cura, dedizione, fatica e gioia immensa.
E’ la magica poesia della vita.

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5 thoughts on “Estivill e compagnia bella

  • 15 febbraio 2014 at 16:52
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    belo post davvero, condivido appieno quello che dici, bisogna sentire i proprio figli e seguirli. i meotodi come dici tu danno linee generali, ma solo ascoltando loro e trovando un nostro compromesso le cose funzionano. ciao

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  • 16 febbraio 2014 at 21:38
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    Ti ringrazio di essere passata di qua e soprattutto di aver lasciato traccia del tuo passaggio. Mi hai permesso di arrivare a curiosare nel tuo blog. E' stato proprio una meravigliosa scoperta! Complimenti e a presto!

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  • 29 aprile 2014 at 12:06
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    ciao, leggendo il tuo blog sono arrivata a questo post.
    Io sono una di quelle mamme che ha usato il "metodo Estivil" e non sono stata soddisfatta…di più!
    Ti racconto in breve:
    Mi è stato regalato il libro di Estivil, da mia suocera che lo aveva preso tra gli opuscoli in omaggio che distribuivano in un negozio.Se ci ripenso la cosa ora mi fa sorridere perchè lei non sposa nemmeno una riga di quello che c'è scritto (ma non lo sapeva). Vabbè fatto sta che leggo il libro all'ottavo mese di gravidanza e penso "questo è un pazzo senza cuore" chiudo il libro e lo metto via.
    A settembre nasce Ginevra e quando aveva tre mesi sono iniziati i primi "problemini"per dormire. Durante il giorno era tranquillissima ma la sera era una tragedia,si addormentava solo attaccata al seno e appena provavo a staccarla per metterla nella culla si svegliava,allora la riattaccavo,la mettevo nella culla e si risvegliava…e questo durava anche fino alle 2 di notte.Quando riuscivo a metterla nella culla senza farla svegliare eccola li che dopo nemmeno un ora già era di nuovo sveglia. Ed è stato proprio in questo periodo che mi rimbombava in testa una frase che avevo letto su quel famoso opuscolo una cosa del genere "provate a immaginare di esservi addormentati sul divano e di risvegliarvi sul letto,al risveglio sarete colpiti da un iniziale senso di smarrimento che voi saprete elaborare,i bambini no…". Allora mi ero quasi convinta che il problema di Ginevra era che lei si addormentava tra le mie braccia attaccata al seno e si risvegliava nella culla con vicino solo il suo orsetto,era ovvio che fosse spaesata! allora ho iniziato a pensare "e se quel pazzo avesse un po ragione?" Così leggo di nuovo il libro.
    Ho iniziato a usare il suo metodo quando Ginevra aveva sei mesi e iniziava a mangiare le pappe anche la sera e quindi i risvegli notturni non potevano piu essere per fame dato che le davo anche entrambi i seni prima di dormire. La prima sera le faccio ciucciare i seni,la metto nella culla le do il suo orsetto le metto vicino il ciuccio,le spiego cosa stava per succedere accompagnando il tutto da una miriade di baci e carezze le spengo la luce e vado via.Le "proteste" sono durate solo 15 minuti e in questo arco di tempo io sono andata da lei 3 volte per rassicurarla,dopo di che si è addormentata alle 21.30 e si è svegliata dopo 5 ore,non le ho dato il latte,l'ho solo presa,abbracciata le ho spiegato di nuovo quello che stavamo facendo,la rimetto nella culla ancora sveglia e le do di nuovo le sue cose, piagnucola un po e si addormenta di nuovo. Non potevo crederci.il giorno dopo mi sveglio di colpo la mattina alle 6 e faccio un salto verso la culla per vedere se lei "c'era ancora"=) perchè non si era svegliata per niente…e lei era li che dormviva tranquilla dalla sera prima.
    Ora Ginevra a 17 mesi e da quando ne aveva 6 dorme da sola e la sera se io tardo nel metterla al letto comincia a chiedermi il lattuccio "cuccò" e a tirarmi verso la sua cameretta perchè vuole fare le "ninnè",la metto nel suo lettino con l’orsetto e quando dopo 10 minuti vado a controllarla lei già dorme profondamente e si risveglia la mattina, dopo 10/11 ore di sonno.
    La mia convinzione è che ogni bambino sa dormire ma va solo aiutato a capire come si fa e soprattutto a capire come si dorme BENE!!!!!

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  • 29 aprile 2014 at 12:07
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    Scusami se mi sono dilungata troppo ma ci tenevo a raccontare la mia esperienza su questo tema. Questo certamente non vuol dire che con tutti i bambini possa funzionare cosi,tanto che quando mi chiedono "come ho fatto"mi limito a dire di leggere il libricino senza dare nessun tipo di consiglio o cose del genere perchè credo che poi qualsiasi metodo vada si adattato al bambino ma anche personalizzato dal genitore.Come si percepisce dal tuo post anche io non credo che ci sia un metodo migliore di un altro,ma metodi adatti a ogni bambino perchè sono loro che decidono. Nel mio caso ha funzionato il metodo Estivil e non smetterò mai di ringraziare mia suocera per avermi permesso di venirne a conoscenza.=)
    un abbraccio Giulia

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  • 11 maggio 2014 at 22:51
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    Credo che sia proprio così Giulia, ogni famiglia deve trovare i tempi e i modi che più gli si adattano per risolvere le situazioni che gli creano difficoltà. Come ho scritto anche nel post penso che sia fondamentale leggere molto ma poi anche lasciar correre e osservare quello ce accade. Grazie per il tuo contributo e un abbraccio a te e alla piccola Ginevra.

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