Non è chiara l’aria che tira…

Voglio unirmi alle riflessioni di Andrea Rubera sull’imbarazzante puntata della trasmissione “L’aria che tira” di lunedì scorso.
Perché anche se io e la mia famiglia abbiamo fatto un’apparizione (fortunatamente) molto breve al suo interno, anche quella manciata secondi è stata assolutamente decontestualizzata e snaturata.
Mi era stato chiesto di parlare di maternità, di portare una testimonianza su tutta una serie di pratiche educative rispettose della fisiologia dei bambini. 

Sembrava che raccontare la nostra storia fosse un modo per arricchire quello che doveva essere un tributo alle Madri.

Io che volevo far passare il messaggio che i bambini vanno solo ascoltati e accompagnati interferendo il meno possibile, sono finita in un servizio il cui titolo era “Son tutte ossessive le mamme del mondo”, in cui tutto quello che sembrava caratterizzare la nostra famiglia era che è composta da un padre una madre e tre figli che dormono nella stessa stanza e non hanno usato i pannolini.

Mi domando come ho potuto pensare che in questo Paese, in prima serata, si potesse realmente parlare di cose importanti come l’educazione dei figli.

Mi piaceva pensare che per una volta al posto di ministri ed esperti ci fossero persone comuni (che si occupano di bambini ogni giorno per svariate ore) a dare un contributo reale a questioni tanto delicate quanto essenziali.

C’è poco da fare. Continuo ad essere un’inguaribile romantica.

 

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