Imperfette e felici

In questa società della performance siamo sempre alla ricerca di qualcosa che ci manca. Allunghiamo lo sguardo lì fuori per cercare quello che ci serve per stare meglio. Osserviamo oggetti, luoghi, posti di lavoro ai quali aspirare come meta verso la felicità.
In questa ricerca in cui il focus è la penuria di questo o di quello ci perdiamo la possibilità di cogliere l’abbondanza che ci circonda.

In questa parte del mondo abbiamo cibo e acqua potabile e ovunque si può ammirare il cielo azzurro, i fili d’erba, i sorrisi di chi ci circonda, la ricchezza dell’avere attorno persone che amiamo e che ci amano, la portentosa occasione che ogni giorno abbiamo svegliandoci al mattino.
Troppo poco spesso mi fermo a pensare a tutto questo. Nonostante sia infinitamente grata alla vita per quello che ho, ancora mi capita di comportarmi come se non avessi “fatto” tutto quello che dovevo per meritarlo. Nonostante io combatta da tutta la vita con questo morbo insopportabile del “non essere abbastanza” ancora è lì che ogni tanto mi imbriglia e mi imbroglia.
Mi fa sentire piccola piccola, mi fa credere di non meritare di essere felice, mi fa tremare le gambe e oscura la luce del mio cuore gettandolo nel nero panico.
Ma questi momenti bui mi servono a riprendere bene la mira, a ricalibrare le lenti con cui guardo il mondo.
Comunque vadano le cose, sarà sempre un arricchimento. Ogni dolore, ogni mancanza, ogni peripezia sono state fin’ora una fonte di ispirazione e di crescita.
Sarebbe bello poter crescere senza scossoni, senza sofferenza. A volte capita. Ma ogni cosa a cui dedico attenzione e cura, ogni ferita che si rimargina, ogni burrasca che mi scuote e mi scaraventa lontano, mi lascia uno strumento in più e mi ripete ogni volta che non è vero che bisogna essere all’altezza, non è vero che bisogna essere perfetti, non è vero che se non siamo così o cosà non troveremo amore.

Il coraggio di affrontare il mostro di “non essere abbastanza” mi sta insegnando che l’amore permea ogni cosa e ogni persona, anche quella apparentemente meno “meritevole”.
Basta che ci permettiamo di accoglierlo.
Basta accettare di essere diversi da chiunque altro semplicemente perché “unici”.
La perfezione non esiste, è solo un’idea, un parametro che varia da  cultura a cultura, da epoca a epoca, da persona a persona.
Se mi guardo da fuori, immaginando che i miei errori (o meglio quelli che suppongo tali) siano stati fatti da un’altra persona, incredibilmente mi sembrano meno gravi. La mia tolleranza e accoglienza verso gli altri è così immediata e scontata per me che a volte mi alleno così…e comincia a funzionare.
Ci provate mai?
Per me è un buon modo per ridimensionare la situazione quando mi sento sopraffatta e il mostro sta per prendere il sopravvento. In fondo ho capito che un rimedio si trova sempre e che anche il peggio ha sempre qualcosa da lasciarci in dono.
Per me è la strada giusta per trovare il modo di essere felice nonostante io sia consapevole di essere assolutamente e indiscutibilmente… imperfetta.

Se volete condividere le vostre strategie per tenere a bada l’imperfezione, scrivetemi:  mammaimperfettacomete@gmail.com

Diventeranno un patrimonio di tutti quelli che passeranno di qua!

(Visited 39 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WordPress spam blocked by CleanTalk.