CarnevaPolis

Quando si inseguono i sogni in maniera sfrontata e tenace, accadono miracoli. Quando adulti motivati si mettono in moto per il ben-essere di se stessi e dei bambini, appaiono magie.

E così oggi, da un’idea che poteva sembrare strampalata e grazie a personaggi altrettanto fuori dal normale (alcuni  dei quali immortalati qui sotto) è venuta fuori una giornata indimenticabile.ù

 

 

Appuntamento alle 11 in Piccola Polis, bambini e maestri. Pranzo al sacco, genitori a casa.

Ultime prove, dopo le innumerevoli fatte con entusiasmo contagioso negli ultimi giorni.

Pranzo tutti insieme e poi a sistemare le ultime cose: indossare le maschere ricavate da vecchi palloni bucati (fatte  dai bambini nella Tana dell’Arte), ultimi ritocchi alle bolas ottenute da vecchi calzini, palloncini e semi vari, agghindate di nastri colorati a non finire, sistemazione dei tamburi sui suonatori, “trucco e parrucco” e si parte…

Prima tappa : Asilo nel bosco, dove i piccoli ci aspettavano per unirsi al corteo. Cerchio, pronti?

Inizia la parata!

Siamo usciti dalla campagna al suono dei tamburi, della gran cassa, delle maracas, delle risate dei bambini. Abbiamo bloccato il traffico per attraversare la via dei Romagnoli che separa la campagna dal borgo di Ostia Antica e siamo entrati nelle baraonda del paese portando colori e allegria. Aprivano il corteo tre splendide donne sui trampoli, di cui una aveva la stessa età dei bimbi della Polis.

I bambini erano felici, camminavano a suon di musica nella formazione stabilita, fieri di raccogliere i frutti del loro lavoro delle ultime settimane.

I piccoli seguivano il gruppo della Piccola Polis per mano ai genitori, con gli occhi grandi di chi assiste a un’evento straordinario. Io ero emozionata fino alle lacrime. Una scuola dove i bambini lavorano con gioia per costruire qualcosa con gli adulti che si occupano di loro. Una scuola che insegna la bellezza, che trasmette l’arte e la passione. Un luogo dove tutti possono esprimere se stessi e trovare il modo migliore per farlo.

Questa è la nostra scuola. Pensavo a questo e piangevo sotto la mia maschera. Piangevo di gioia e di gratitudine.

Ma la parata è stato solo l’inizio. Nel borgo, tutti in cerchio, i nostri piccoli, immensi artisti, hanno fatto il loro primo spettacolo di strada…

Erano meravigliosi e soprattutto erano felici di farlo. Nessuna paura, nessuna ansia, non vedevano l’ora di mostrare al mondo quello che avevano imparato e accuratamente preparato.

Alla fine della giornata noi adulti eravamo davvero ebbri di gratitudine e bellezza ma sfiniti (c’avemo na certa età!), loro ancora pieni di tutta la carica che ti dà raccogliere i frutti di un lavoro fatto con fatica e con amore quando la vecchiezza ancora non prende il sopravvento…come è capitato a queste due 🙂

 

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