Esta noche me siento asì…

Sei una preghiera sacra della tua bocca.
Lo spazio tra le mani giunte.
Un paesaggio meraviglioso visto da qualsiasi angolazione, 
si, sei un promemoria che la magia esiste. 
Natalie Patterson

Io sono una strega, e con questo intendo che io sono una persona che crede che la terra è sacra, e che le donne ed i corpi delle donne sono un’espressione di questo essere sacro 
Starhawk

Non c’è cammino che non sia stato già percorso dalle donne prima di te.
Tu non cammini da sola. 
Demetra, Persefone, Artemide, Diana … 
Tutte loro hanno percorso il tuo cammino . 
Tu non cammini da sola. 
I loro viaggi, le loro vite, le loro storie 
rimangono nella memoria per guidare il tuo cammino. 
Ascolta le donne che hanno camminato prima di te. 
Non ti perderai . 
“Quando stai cercando la strada 
osserva Madre Natura: 
fiumi che scorrono verso il mare, 
Gli alberi cambiano con le stagioni, 
la Terra produce cibo, 
il cactus che fiorisce nel deserto. 
La donna saggia si aggrappa istintivamente alle sue radici. 
Segui Madre Natura è la Via delle Donne. 

Guadalupe Cuevas, El Camino de la Diosa
Lasciamoci innamorare di nuovo 
e illuminiamo di polvere d’oro tutto il mondo. 
Cerchiamo di diventare una nuova primavera 
e sentiamo la brezza del profumo del cielo. 
Vestiamo la terra di verde 
come la linfa di un albero giovane 
lasciamo che la grazia dentro di noi ci sostenga. 
Cerchiamo di ritagliare gemme dai nostri cuori di pietra 
e permettiamo che illuminino il nostro cammino d’amore. 
Lo sguardo dell’amore è cristallo limpido
e siamo benedetti dalla sua luce.
Rumi

E’ incredibile quante persone abbandonano l’intento prima che la Magia accada.
Tutto ciò che è importante, richiede tempo.
Le relazioni, le guarigioni, il lavoro.
Non smettere troppo presto, di Credere nella Magia
Stai nel tuo Potere
Sii paziente
Abbandonati alle infinite possibilità
Awakening Women Institute

Citazioni tratte dalla pagina Facebook Nel nome della madre

Perché i bambini dormono “a modo loro”.

Mi sono imbattuta in questo interessante articolo e volevo condividerlo con voi. Trovate “l’originale” sul sito de “La Leche League Italia“:

L’evoluzione del sonno del neonato


James McKenna
, intervento al convegno de La Leche League International, 1997.

Abbiamo letto nel libro Genitori di giorno e di notte del dottor Sears che i neonati dormono in maniera diversa dagli adulti, soprattutto perché hanno più sonno attivo (REM) che sonno passivo (non REM), visto che il primo è fondamentale per loro crescita neurologica. Un altro studioso del sonno, il dottor James McKenna, antropologo e professore nel dipartimento di neurologia all’università della California e ricercatore sulla SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante) da oltre 10 anni, ha cercato di approfondire la vera natura del sonno di un neonato, sano e nato termine, dal punto di vista evolutivo – cioè come il suo corpo sia stato programmato biologicamente per dormire. Ha studiato quelle che lui definisce le “aspettative biologiche” del neonato rispetto alle sue esperienze di sonno, in contrasto con le nostre “aspettative culturali”, e ha riscontrato un enorme abisso.

Il dottor McKenna fa notare come recenti modelli pediatrici e psicologici, assieme a nuove ideologie, convenienze e valori culturali, abbiano formato la nostra opinione su come un bambino “normalmente” dovrebbe dormire; ma questo è in netto contrasto con ciò che è importante per il neonato dal punto di vista biologico e dello sviluppo.
In questa nostra epoca, quindi, dice McKenna, stiamo provocando nel neonato umano un nuovo tipo d’esperienza di sonno.
Origini evolutive del modo di dormire della specie umana.


La struttura, il comportamento, lo sviluppo fisiologico dei nostri neonati si formò migliaia e migliaia di anni fa, tra l’epoca dei cacciatori-raccoglitori e la rivoluzione agricola – il che storicamente ci può sembrare tanto, osserva McKenna, ma dal punto di vista biologico è estremamente recente. Il modus vivendi dei nostri antenati ha sviluppato quelle caratteristiche di sopravvivenza che abbiamo oggi. Infatti, dice l’antropologo, nonostante grandissime differenze culturali nel mondo, ritroviamo una base comune a tutti i neonati, che si è sviluppata in questo periodo in cui gli esseri umani sono stati “scolpiti” per adattarsi meglio al loro modo di vita.
James McKenna fa un passo indietro per parlare di una fondamentale differenza tra gli esseri umani e gli altri primati: la nostra circonferenza cranica fetale è in media più grande dell’apertura pelvica media (questo sarebbe avvenuto quando abbiamo acquisito la posizione eretta), e per questo i nostri cuccioli nascono estremamente immaturi in confronto agli altri mammiferi. Abbiamo il cervello meno maturo neurologicamente alla nascita, con solo il 25% del suo volume definitivo.
Gli scimpanzé nascono con il 45% del volume del loro cervello, eppure i loro piccoli vengono portati addosso in media dai due-quattro anni e allattati altrettanto a lungo.
Gli esseri umani terminano la maggior parte della gestazione fuori dell’utero (dentro sarebbe impossibile proprio per via della grandezza del cranio rispetto allo scavo pelvico). I neonati dovrebbero stare almeno altri sei mesi nell’utero materno per essere vicini come sviluppo agli altri cuccioli mammiferi, afferma McKenna, e quindi necessitano di un ambiente ricco di cure per il loro sviluppo. Condividere il sonno, quindi, è una decisione fisiologica.
Noi facciamo parte delle specie che “portano” i loro cuccioli, come le scimmie e in particolare i primati (scimmie antropomorfe). Il nostro latte è stato disegnato per un cucciolo che viva costantemente con sua madre, che mangi frequentemente giorno e notte – a differenza delle specie che “cacciano”, il cui latte è altamente proteico, ricco di grassi, povero di zuccheri e molto calorico, il che permette alle madri di lasciare le tane, cercare il cibo e tornare per allattare; i loro cuccioli sono sazi più a lungo e possono quindi stare dei periodi lunghi senza la mamma.
La qualità del latte umano, afferma McKenna, suggerisce invece un rapporto di costante contatto o prossimità con la mamma.
Il nostro mondo occidentale industrializzato incoraggia da subito lunghe e frequenti separazioni del neonato dalla madre – da cui al contrario dipende la sua sopravvivenza.
II dottor McKenna sottolinea come i neonati che protestano, che hanno “problemi di sonno”, che sono definiti “patologici” stiano semplicemente cercando di migliorare quello che il loro corpo segnala essere una situazione pericolosa per la loro sopravvivenza: e cioè la separazione dalla madre. I neonati che non possono e non vogliono adattarsi ad un modello culturale arbitrario di separazione NON sono meno intelligenti o meno creativi o meno maturi, dice McKenna: sono probabilmente più vigorosi e agiscono nel loro interesse per cercare di ridurre la separazione.
Pregiudizi e false aspettative

Negli Stati Uniti dal 20% al 40% dei problemi pediatrici coinvolgono questioni di sonno. Per McKenna, questo conflitto genitori / figli sul sonno è in realtà la falsa aspettativa dei genitori su come il bambino DOVREBBE dormire, e come invece il bambino è stato BIOLOGICAMENTE PROGRAMMATO per dormire. Secondo James McKenna, è ingiusto interpretare l’incapacità dei neonati di dormire soli come un fallimento del bambino o dei genitoriI genitori non dovrebbero aspettarsi che i loro bambini dormano tutta la notte a 2, 6, 8 mesi o più: è falso, si svegliano tantissimo! ma se sono vicini ai genitori spesso i genitori nemmeno se ne accorgono. Se invece si svegliano e sono soli, allora il loro scopo è di cercare di ridurre questa separazione, quest’isolamento, questo senso di abbandono col pianto.
I modelli culturali arbitrari di cui parla McKenna hanno diverse origini storiche, tra cui:
il complesso di Edipo freudiano; la crescita della famiglia patriarcale (che è un avvenimento recente); la società vittoriana e le sue nozioni riguardo alla privacy e ai comportamenti sessuali; il movimento moralista nell’Europa ottocentesca.
Si sono quindi create delle credenze popolari del tipo: “Vostro figlio rischia di soffocare se dorme con voi!” “Ci può essere un danno psicologico irreparabile dall’essere troppo intimi o sentire rumori di sesso!” Oppure “I bambini possono intromettersi fra i genitori!” eccetera.
Nulla di tutto questo è stato dimostrato scientificamente, afferma il dottor McKenna. Non esiste neanche uno studio che dimostri i benefici del sonno solitario (tranne in situazioni rischiose per il neonato come materassi ad acqua, genitori che fumano, usano droghe, oppure sono obesi).
Insomma: le nostre ideologie sono cambiate dai nostri antenati cacciatori / raccoglitori di 100.000 anni fa, ma i nostri geni no, i neonati sono esattamente uguali.
I vantaggi biologici del sonno condiviso

McKenna prosegue raccomandandoci di creare degli ambienti di sonno sicuri per i nostri bambini.
I bambini possono soffocare, ma non è facile riuscirci: le ricerche dimostrano la capacità del neonato di proteggere la bocca e le narici dall’occlusione. Nel suo laboratorio di ricerca su sonno, il dottor McKenna e i suoi collaboratori hanno avuto difficoltà ad applicare del cellophane (pellicola) e cotone sul viso di un neonato, perché lui si è difeso in maniera vigorosa. Hanno provato a mettere del cellophane sul suo viso per 20 secondi e poi hanno tentato di infilare del cotone nelle sue narici e ci sono volute due persone per tenerlo fermo perché tentava selvaggiamente di difendere la zona nasale. È una dimostrazione del fatto che i neonati sono strutturati per proteggersi in situazioni di condivisione di sonno, afferma McKenna: è così che hanno vissuto attraverso l’evoluzione, ed è così che vivono in gran parte del mondo.
La letteratura scientifica abbonda dei benefici del contatto fisico tra genitori e bambini. Gli studi sul tatto e sul massaggio, giorno e notte, dimostrano che i livelli di glucosio nel sangue sono più alti, le temperature corporee dei bambini sono più alte, i bambini piangono meno, l’allattamento al seno si stabilisce meglio e i bambini aumentano di peso più velocemente.
Le ultime ricerche de dottor McKenna sono rivolte alla condivisione del sonno tra mamma e bambino, monitorando reazioni fisiche e registrando mamme e bambini che dormono insieme e separatamente. Ha riscontrato che, dormendo insieme, i neonati trascorrono meno tempo nel sonno profondo: in questa fase sarebbe più difficile per loro svegliarsi da situazioni di apnea o pause respiratorie (che sono molto comuni nei neonati). I neonati più a rischio per SIDS sono quelli che hanno un’incapacità di riprendersi da questo stato, e quindi non è nel loro interesse trascorrere 15-20 minuti in un sonno profondo solitario, a differenza di 7-11 minuti in un sonno profondo condiviso. Quando dormono insieme, i bambini e le mamme sono nella stessa fase di sonno.
Conclusioni

McKenna conclude ricordandoci che non solo i neonati portano la loro eredità biologica nel presente, ma anche che noi adulti non avremmo mai dovuto accettare l’idea che loro arrivino già “adattati”, per quanto incredibili e versatili possano essere.
Abbiamo spinto troppo in là le nozioni dell’indipendenza fisiologica del neonato dalla madre, perché questi sono i valori che la nostra società sostiene. Quando, ad esempio, scopriamo una cosa nuova che i nostri piccoli sanno fare pensiamo che sia fantastico: “Guarda, sa già fare così!”.
Ebbene, un conto è riconoscere che i nostri figli si preparano ad adattarsi, dice McKenna, ma un altro è riconoscere che non sono ancora adattati. Per McKenna, la frase del grande pediatra e psicologo infantile Winnicott:* “Non esiste un neonato, esiste un neonato e qualcuno”, è una bella metafora per cercare di capire la natura del sonno dei nostri neonati e come la storia evolutiva umana ci suggerisca di considerarli.
sintesi a cura di Lydia Landi


 Buona notte a tutti!!!


I DIECI LADRI DELLA TUA ENERGIA

I DIECI LADRI DELLA TUA ENERGIA

1- Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri. Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente.

2- Paga i tuoi debiti in tempo. Nel contempo fai pagare a chi ti deve o scegli di lasciarlo andare, se ormai non lo può fare.

3- Mantieni le tue promesse. Se non l’hai fatto, domandati perché fai fatica. Hai sempre il diritto di cambiare opinione, scusarti, compensare, rinegoziare e offrire un’alternativa ad una promessa non mantenuta; ma non
farlo diventare un’abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che prometti di fare e dire NO subito.

4- Elimina nel possibile e delega i compiti che preferisci non fare e dedica il tuo tempo a fare quelli che ti piacciono.

5- Permettiti di riposare quando ti serve e dati il permesso di agire se hai un’occasione buona.

6- Butta, raccogli e organizza, niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che ormai non ti servono più.

7- Dà priorità alla tua salute, senza il macchinario del tuo corpo lavorando al massimo, non puoi fare molto. Fai delle pause.

8- Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando, da riscattare un amico o un famigliare, fino a tollerare azioni negative di un compagno o un gruppo; prendi l’azione necessaria.

9- Accetta. Non per rassegnazione, ma niente ti fa perdere più energia di litigare con una situazione che non puoi cambiare.

10-Perdona, lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore del ricordo.

DALAI LAMA

Ci sono inciampata girovagando su faceboook, mi sembra un ottimo promemoria, quindi lo pubblico qui, così ogni tanto me lo rileggo…e voi che ne pensate?

Inverno

Una settimana fa ero a casa con Wilma febbricitante che non riusciva a dormire per la tosse e ho fatto un ripassino, ne condivido qualche passaggio con voi:

La febbre è una difesa- (…) non è una malattia in sé ma in primo luogo è espressione di una reazione di difesa dell’organismo.
Una febbre anche alta non è, specialmente nei bambini, un segno di malattia grave (…). La febbre è un rialzo di temperatura causato da una “ritaratura” del centro termoregolatore che si trova nel cervello con aumento della produzione di calore corporeo e una sua ridotta dispersione. E’ un aumento attivo della temperatura (…). Le prove sull’uomo e sull’animale di un effetto utile (virucida e battericida) sono da considerarsi certe e basate su prove scientifiche. Questo effetto viene “pagato” con malesseri di vario grado, con sonnolenza e difetto dell’attenzione, che hanno però l’obiettivo di favorire il riposo e il risparmio energetico perché anche gli uomini, come i batteri e i virus, stanno meglio a 37° piuttosto che a 40°.
Quindi abbassare la febbre non è affatto utile
Tutte le volte che abbassiamo le febbre di un bambino neutralizziamo gli sforzi del suo sistema immunitario per difendersi da virus e batteri i quali, grazie proprio agli antipiretici, troveranno un ambiente meno ostile per diffondersi. E’ necessario comprendere e accettare che la febbre sia un fenomeno buono, anche se “fa star male”; è insomma sempre una risposta utile dell’organismo e non una malattia.”
Sulla tosse:
Le infezioni delle alte vie respiratorie sono le malattie più diffuse tra 0 e 6 anni e rappresentano la causa più diffusa di consultazione del pediatra da parte dei genitori.
I farmaci prescritti con più frequenza non incidono in maniera significativa sulla durata delle manifestazioni patologiche né sul rischio di complicazioni, e il loro effetto sulla riduzione dei disagi è assai limitato e controverso.
Il nostro sistema immunitario e quello dei nostri bambini è in grado, in genere nel giro di 5-7 giorni, di produrre anticorpi e di guarire spontaneamente  dalle più comuni infezioni delle vie respiratorie. 
La tosse è utile
La tosse è il sintomo più fastidioso per il bambino e di maggiore ansia per i genitori. In realtà rappresenta la miglior difesa dell’organismo contro le infiammazioni delle vie respiratorie perché le libera dal catarro nel quale sono inglobati i virus. (…) I farmaci in commercio contro la tosse, oltre ad essere di scarsa utilità, sono per lo più anche dannosi, sia perché sopprimono le naturali risposte dell’organismo e del sistema immunitario sia per gli effetti collaterali di cui spesso i genitori non vengono informati  a sufficienza.
Cosa fare
Per lenire i fastidiosi effetti del raffreddore sarebbe più che sufficiente qualche goccia di soluzione di acqua e sale,umidificare l’ambiente e far bere acqua al bambino. (…)
Una volta le nonne sapevano bene che il miglior calmante della tosse era il miele, ma i pediatri di oggi non apprezzano le cose semplici e “devono” usare farmaci industriali; anche se uno studio del 2007*, mettendolo a confronto con il destrometorfano (uno dei più usati sedativi della tosse) oppure con l’assenza di terapia, ci conferma che il miglior trattamento delle tossi notturne causate  da infezioni delle alte vie respiratorie è proprio il miele.” 
Franco De Luca, Bambini e (troppe) medicine.

Domani sarò a casa con Pepito che s’è preso la malattia mani-piedi-bocca. Fuori diluvia.
E’ proprio arrivato l’inverno.
Si prevedono litri e litri di cioccolata calda alla cannella.

Bambini e (troppe) Medicine

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

* Paul IM, et al., Effect of honey, dextromethorfan, and no treatmen on nocturnal cough and sleep quality for coughing children and their parents, “arch Pediatr Adolesc Med”, 2007;161:11 40-6.


Un abbraccio

“La durata media di un abbraccio tra due persone è di tre secondi. Ma gli studioso hanno scoperto qualcosa di fantastico.
Quando un abbraccio dura venti secondi, produce un effetto terapeutico sul corpo e sulla mente. La ragione è che un abbraccio sincero produce un ormone chiamato “ossitocina”, noto anche come ormone dell’amore. Questa sostanza benefica per la nostra salute fisica e mentale ci aiuta, tra le altre cose, a rilassarci, a sentirci sicuri e a calmare le nostre paure e la nostra ansia. Questo meraviglioso tranquillante si offre gratuitamente ogni volta che teniamo qualcuno tra le nostre braccia, che culliamo un bimbo, che accarezziamo un cane o un gatto, che balliamo in coppia, quanto più ci avviciniamo a qualcuno, o quando semplicemente sosteniamo le spalle ad un amico.” (Nicole Bordeleau)
Dopo aver letto queste righe, mi sono autodiagnosticata una incurabile dipendenza da ossitocina. Per fortuna è gratis e facilmente reperibile. Mi fa stare così bene che non voglio guarire. MAI.