Telecamere e automobili

Telecamere e automobili

I fatti di cronaca di questi giorni non aiutano a passare vacanze felici. Qualunque madre che ne abbia sentito parlare inghiotte bocconi amari e ricaccia indietro le lacrime guardando i propri figli che vivi e felici giocano sulla spiaggia.

Fa male fin dentro l’anima anche solo il pensiero.

Non riusciamo nemmeno ad immaginare cosa avremmo fatto noi se fossero state le maestre a cui affidiamo i nostri figli a malmenarli e insultarli.

Né a capacitarci di come quella volta che stavamo per dimenticarci di uno dei nostri figli, quel minuscolo particolare ci abbia risparmiato la tragedia peggiore che riusciamo ad immaginare. Read more

Prendiamoci le nostre responsabilità

Prendiamoci le nostre responsabilità

Nel 2007 il Veneto sospende l’obbligatorietà delle vaccinazioni pediatriche.

Una settimana fa, in Emilia Romagna, l’assessore regionale alla sanità ha proposto che venga interdetto l’accesso al nido ai bambini non vaccinati.

Ciò che più mi colpisce è che questa notizia stia strisciando silenziosamente, senza grandi proclami e soprattutto senza alcuna protesta.

Trovo assurdo che non si sia commentato questo fatto su tutti i social come accade con mille altre questioni meno dense di significato.

Perché al di là della validità o meno delle argomentazioni di chi è pro e di chi è contro i vaccini, la vera questione è: ma ci sta bene che sia qualcun altro a scegliere per noi cosa è meglio per i nostri figli?

Siamo disposti a delegare ad una  legge (o a chiunque altro) decisioni che sono sostanziali e determinanti per le vite che abbiamo messo al mondo? Read more

Dichiara pace

Dichiara pace
Dichiara pace con il tuo respiro.
Inspira uomini d’arme e d’attrito, espira edifici interi e stormi di merli dalle ali rosse.
Inspira terroristi ed espira bambini che dormono e campi appena falciati.
Inspira confusione ed espira alberi di acero.
Inspira quanto è caduto ed espira amicizie di tutta una vita ancora intatte.
Dichiara pace con il tuo ascolto: quando senti sirene, prega ad alta voce.
Ricorda quali sono i tuoi strumenti: semi di fiori, spilli da vestiti, fiumi puliti.
Prepara una minestra.

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Come quercia nel vento

Sono tante le emozioni che mi frullano dentro…
sarà l’accelerazione della terra come dice una mia sorella di altri tempi, 
sarà il distacco progressivo e prepotente da un progetto lungo una vita, 
sarà l’inizio di una nuova sfida, 
sarà semplicemente una lieve sindrome pre-mestruale di cui non ho mai sofferto…
io proprio non lo so. 
So che mi sento come  quando andavo a messa da bambina e  proprio non capivo 
perché dovevo stare a sentire tutte le domeniche le stesse parole (che ormai sapevo a memoria) 
in quel posto freddo e inodore 
quando l’aria fuori era fresca e il paese era tutto profumato di pizza cotta a legna e di camini accesi.
Mi sento così smodatamente viva e in subbuglio che 
il modo intorno mi appare come chiuso in una bolla. 
Mi sembra di guardare quelle sfere piene d’acqua che a capovolgerle si vede scendere la neve. 
Mentre il cuore nel petto mi ribolle e nella pancia infuria la tempesta. 
Avrei mille cose da dire e non riesco a metterle in fila. 
I miei pensieri sono come valigie che si riempono e si svuotano, 
come onde del mare che vanno e che tornano. 
Troppo pieni di altre mille presenze ancora, un traffico di idee ingarbugliate come il traffico del raccordo nell’ora di punta. 
Innumerevoli piccole autovetture piene di altrettanti minuscoli esserini ricolmi di cuori traboccanti e di deliranti pensieri. 
Ogni più piccola parte di me è infinitamente abitata. 
Di amore, di tristezza, di brulicante e incontenibile vita. 
Non c’è un dove, non c’è un come, non esiste un perché.
 Le mie radici pulsano, la mia forza dà luce alle mie ali. 
Stanotte, in questo silenzio ovattato, celebro tutto ciò che l’universo mi ha donato.
 Immensa è la mia gratitudine.
E come quercia nel vento beatamente sto.

Credo nelle cose tangibili

Credo nelle cose tangibili,
quelle che mi toccano ogni giorno:
la gioia dei bambini,
la forza dell’amore,
la sublime unione di anime gemelle,
l’eterno legame tra fratelli e sorelle,
gli incontri in cui ci si ri-trova,
la bellezza della natura tutta.
Credo che tutto ciò che di prezioso possiamo costruire
abbia bisogno di impegno costante, di dedizione, di presenza, di pazienza, di amore.
Che ognuno di noi, ogni giorno, possa migliorare sé stesso, 
anche se a volte il  cambiamento ci sembra impercettibile.
Credo nelle piccole realtà,
quelle in cui ci si può guardare tutti negli occhi,
almeno una volta al giorno.
Credo nella potenza degli abbracci,
nella magia degli sguardi, 
nei legami indissolubili.
 Credo che sia meglio 
seguire la propria strada che la corrente,
i propri principi che la prassi,
l’ispirazione piuttosto che i protocolli.
Credo che tutto questo
 a volte sia scomodo,
ma che sia una grande opportunità.

Credo nel miracolo della vita,
e nel profumo che lascia sui cuccioli di ogni specie.

Da figlia, 
ho imparato che
 i genitori lavorano per prendersi cura della famiglia, 
non per sfuggirle.
Da madre, 
sto imparando a difendere la mia famiglia dagli attacchi del lavoro,
della burocrazia, dell’ingiustizia legislativa imperante.
In questo Paese di furbetti e ruberie mi sento davvero fuori luogo
ma ne sono fiera. 

Groviglio emozionale

Più che letargo, trattavasi di coma. Fossi stata malata sarebbe stato farmacologico, invece era da sonno o, per dirla meglio, da eccesso di attività. Ogni sera mi spengo e non riesco a scrivere. Ma stasera no. Sarà che mi brucia lo stomaco e le lacrime in saccoccia traboccano. Ma non è che io stia male. Certo sono un pò stanca. Di persone che parlano senza ascoltare. Di quelle che non rispondono ai messaggi, della brutta abitudine di non dirsi “buongiorno” o di guardare strano chi saluta con naturalezza. Un tantino mi repelle sentire persone che vomitano le  loro frustrazioni sui buoni propositi e sui progetti degli altri, sentendosi  migliori. Mi disturba profondamente chi  lavora senza amore. Chi c’è fisicamente, ma emotivamente no. Mi dispiace non avere nel cuore la tolleranza che mi renderebbe tutto questo meno fastidioso. Sono colpita…dalla sordità di chi non vuol sentire ma continua a fare le stesse domande, dalla cecità di chi è fermo nel suo ruolo di figlio e cerca altrove la causa del proprio malessere, da chi corre sempre come un criceto sulla ruota, da chi sussurra tra i denti e non parla guardando negli occhi. Forse dipende dal fatto che tante cose stanno accadendo e si  trasformano tra le mie mani, come quando i bambini tirano fuori dalla creta dinosauri, cuori e milioni di altre magie. Pensando ai bambini e ai loro inalienabili diritti mi commuovo fino alle lacrime.
Il mio Dio è lì: nel miracolo che sono. Nel profumo dei loro sguardi soddisfatti. Nei sonagli delle loro risate. Nei loro salti di gioia, nelle loro lacrime dolci e nelle loro scuse sincere.
Perché ci fermiamo così poco a riflettere su quanto la nostra cultura sia mortificante per gli adulti di domani? Perché la maggior parte dei genitori non si batte per avere una scuola, una città, un mondo più a misura di bambino? Possibile che siamo così anestetizzati, così inquadrati, così ordinatamente in fila?! E abbiamo pure beccato la fila sbagliata!!!!! Quella che primaimparimeglioè, quella che i cattivi si scrivono alla lavagna, quella che chi arriva primo è bravo.
Scusate, stasera mi sfogo così. Preferivate quando mi addormentavo eh?! Stasera v’ha detto male.
Sono resuscitata dal coma. Proprio stasera. Forse perché domani, di 38 anni fa, venivo alla luce, dopo essere riuscita a stravolgere tutti i piani dei miei genitori. Fagotto inaspettato, portatore di grande scompiglio (e innumerevoli rotture di xxglioni).
Chissà se dopo tanti anni mia madre fa ancora come me, che ad ogni compleanno di un figlio sto lì a rivivermi tutti i passaggi del travaglio e della nascita. Chissà se lo farò ancora, io, tra trent’anni.
Ok ho finito. E non vi azzardate a dire che l’ho fatto solo per gli auguri. Quelli no, ma un regalo ve lo chiedo:

Che questo Paese ne ha davvero bisogno.
E pure io.

Estivill e compagnia bella

Lo so, sul sonno dei neonati si è detto tutto e il contrario di tutto. Conosco mamme entusiaste di aver applicato Estivill, mamme che ci hanno provato senza alcun successo e mamme che, come me, rabbrividiscono solo all’idea che qualcun altro lo abbia fatto, perché di farlo io nemmeno riuscirei a pensarlo. Ma non credo che una mamma-Estivill sia peggiore di me. Quelle che conosco sono anche persone che stimo. Le mie riflessioni al riguardo sono di tutt’altra natura.
Alla base delle mie perplessità, che coinvolgono TUTTI I “metodi” riguardanti i bambini, sta il fatto che a mio avviso non è possibile omologare gli esseri umani, NON SI PUO’ pensare che una cosa che sta bene a tuo figlio, sia  perfetta per i figli di tutti. Che magari in linea di massima un “metodo” ci può anche azzeccare (basta studiare un po’ di fisiologia e cercare di assecondarla tirando giù qualche linea generale, tutto sommato!) ma IL RISCHIO REALE è che neo-genitori nel pieno del ciclone post nascita, invece di ASCOLTARE il proprio bambino siano concentrati sull’applicare questo o quel metodo. Allora quello che voglio dire io ai futuri genitori è:
cercate di frequentare dei cuccioli umani, prendete confidenza col loro mondo incantato.
Leggete tantissimo sull’argomento ma solo fino al settimo mese di gravidanza, poi…
Dimenticate tutto quello che avete letto, quello di cui avete bisogno vi tornerà in mente, il resto non faceva per voi.
BUTTATE TUTTI I MANUALI, non avete bisogno di precetti né di indicazioni, solo di informazioni.
Non vi fidate di quelli che dicono/scrivono che una certa cosa “si fa così”, allevare un figlio non è come montare un mobile Ikea, non ci sono istruzioni né ricette universali. Ogni famiglia è unica e deve trovare le proprie.
Leggete pure i vari Estivill, Hogg e compagnia bella. Ma prima di mettere in pratica qualunque cosa VERIFICATE che rispetti la fisiologia dei bambini.
Diffidate dei manuali che non spiegano perché sia un bene fare così o colà. Scoprirete che la maggior parte di questi luminari non vi spiega il perché “scientifico”. Si fa così punto.
Siate curiosi come i bambini che non smettono MAI di chiedere (e di chiedersi) perché?
Dormite coi vostri figli se questo fa stare bene voi e loro, smettete di condividere il sonno, se diventa una cosa scomoda (fisicamente e/o emotivamente)anche solo per uno/a di voi.
Trovate insieme soluzioni che diano sollievo a tutti (usciranno fuori cose che non avreste mai immaginato di voler fare!).
Non pensate MAI di aver trovato l’assetto definitivo: avere figli è come fare il trapezista, ti sembra impossibile bilanciare tante variabili tutte insieme e invece alla fine ce la fai con naturalezza, passando soavemente ed elegantemente da uno squilibrio all’altro.
Cercate di CONOSCERE i vostri bambini e il genitore che è in voi.
Ascoltateli, ascoltatevi e se quello che sentite va contro il parere dei manuali, dell’esperto, degli amici, della vicina di casa…fregatevene.Solo la sincerità dei vostri cuori conosce la verità della vostra famiglia.
Essere genitori consapevoli a volte è scomodo, perché la strada la devi aprire tu e quelle già spianate spesso ti stanno strette, ma decidere di avere un figlio è l’esatta metafora di quello che succederà dopo: tanto amore che prende una forma fisica e che va accompagnato con cura, dedizione, fatica e gioia immensa.
E’ la magica poesia della vita.