Secondo incontro in-formativo di Mammapancia

Secondo incontro in-formativo di Mammapancia

Sabato scorso abbiamo parlato di allattamento materno e auto-svezzamento. Come ogni volta che incontro neo-genitori, sono tornata a casa emozionata e piena di voglia di fare. Perché una vita che inizia è una promessa di bellezza e di poesia, per me. Guardare negli occhi genitori desiderosi di conoscere, di ascoltare senza farsi bloccare dai pregiudizi, con la voglia di mettersi in gioco per dare ai loro figli il meglio, per me è una sensazione inebriante. Come accogliere a questi incontri chi di figli carnali non ne ha, ma che si prende cura di quelli degli altri, lasciando in ognuno di loro una briciola del proprio cuore. Grazie a tutti quelli che ci sono stati fisicamente, a chi ha sbagliato giorno e non è venuto, a chi voleva esserci ma non ha potuto.
E per tutti una sintetica ma (spero) efficace bibliografia:

L'arte dell'Allattamento Materno
Autori Vari

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

Allatti Ancora?
Un Dono per Tutta la Vita - Libro

Voto medio su 7 recensioni: Da non perdere

Tutte le Mamme Hanno il Latte

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Io mi Svezzo da Solo

Voto medio su 17 recensioni: Buono

Svezzamento, Passo dopo Passo
Autori Vari

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Il Mio Bambino Non Mi Mangia - Libro

Voto medio su 12 recensioni: Da non perdere

I prossimi due incontri (previsti per sabato 26 aprile) sul  senza pannolino dalla nascita e sull’importanza del portare i bimbi, sono stati posticipati a domenica 27, all’interno della Fiera di Primavera, di cui presto vi parlerò più approfonditamente. La sede sarà l’agriturismo Rodrigo De Vivar a Ostia Antica. Un abbraccio a tutti voi, anime belle.

Primo incontro in-formativo di Mammapancia

Oggi c’è stato il primo incontro del nostro calendario…piccole grandi soddisfazioni. Eravamo un gruppo ristretto, ma dalle grandi potenzialità! Una mamma con la sua piccola di due anni, tre aspiranti educatrici, una coppia di neo-genitori e il loro piccolo di appena un mese. Poter parlare con chi si occuperà di cuccioli umani è rincuorante per me. Significa che stare qui a modo mio ha ancora un senso. Dare sostegno a genitori desiderosi di riscoprirsi tali è linfa vitale. Insegnare a future educatrici che il nostro lavoro è soprattutto ascolto, amore e rispetto, riaccende in me la speranza nelle persone, la certezza che se ognuno di noi ci mette del suo, questo Paese potrebbe diventare un posto migliore.E allora grazie a chi oggi è stato con me nell’accogliente nido de “L’Emilio”. Incontrarsi è sempre fonte di arricchimento. Per tutti.
E come promesso ecco il promemoria dei libri citati stamattina:

E se poi Prende il Vizio?

Voto medio su 7 recensioni: Da non perdere

Bésame Mucho - Libro

Voto medio su 24 recensioni: Da non perdere

La Scientificazione dell'Amore

Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

Il Concetto del Continuum

Voto medio su 6 recensioni: Da non perdere

Crescerli con Amore
Hilary Flower, Autori Vari

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Portare i Piccoli

Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

Io mi Svezzo da Solo

Voto medio su 16 recensioni: Buono

Facciamo la Nanna

Voto medio su 3 recensioni: Buono

Genitori di Giorno e... di Notte
William Sears, M.D., Autori Vari

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

I libri della Leche League li potete acquistare direttamente dalle consulenti, il calendario degli incontri nella nostra zona li trovate qui. Se invece vi trovate altrove provate qui

Sogni belli a tutti/e!!!

Favola dei caldomorbidi

C’era una volta,
molto, molto, molto tempo fa, un luogo dove vivevano delle persone felici. 
Fra queste persone felici ce n’erano due che si chiamavano Luca e Vera. 
Luca e Vera vivevano con i loro due figli Elisa e Marco.
Per poter comprendere quanto erano felici, dobbiamo spiegare come erano solite andare le cose in quel tempo e in quel luogo.
Vedete, in quei giorni felici, quando un bimbo nasceva trovava nella sua culla, posto vicino a dove appoggiava il suo pancino, un piccolo, soffice e caldo sacchetto morbido. E, quando il bambino infilava la sua manina nel sacchetto, poteva sempre estrarne un… “caldomorbido“.
I caldomorbidi in quel tempo erano abbondantissimi e molto richiesti perché, in qualunque momento una persona ne sentisse il bisogno, poteva prenderne uno e subito si sentiva calda e morbida a lungo.
Se, per qualche motivo, la gente non avesse ricevuto con una certa regolarità dei caldomorbidi, avrebbe corso il rischio di contrarre una strana e rara malattia. Era una malattia che partiva dalla spina dorsale e che lentamente portava la persona ad incurvarsi, ad appassire e poi a morirne.
In quei giorni era molto facile procurarsi i caldomorbidi: se qualcuno li chiedeva, trovava sempre qualcun altro che li dava volentieri. 
Quando uno, cercando nel suo sacchetto, tirava fuori un caldomorbido, questo aveva la dimensione di un piccolo pugno di bambina ed un colore caldo e tenero. E subito, vedendo la luce del giorno, questo sorrideva e sbocciava in un grande e vellutato caldomorbido.
E quando era posto sulla spalla di una persona, o sulla testa, o sul petto, e veniva accarezzato, piano piano si scioglieva, entrava nella pelle e subito la persona si sentiva bene e per lungo tempo.
La gente a quel tempo si frequentava molto e si scambiava reciprocamente caldomorbidi
Naturalmente questi erano sempre gratis ed averne a sufficienza non era mai un problema.
Come dicevamo poc’anzi, con tutta questa abbondanza di caldomorbidi, in questo paese tutti erano felici e contenti, caldi e morbidi per la gran parte del tempo.
Ma, un brutto giorno, una strega cattiva che viveva da quelle parti si arrabbiò, perché, essendo tutti così felici e contenti, nessuno comprava le sue pozioni e i suoi unguenti.
La strega, che era molto intelligente, studiò un piano diabolico.
Una bella mattina di primavera, mentre Vera giocava serena in un prato con i bambini, avvicinò Luca e gli sussurrò all’orecchio:
“Guarda Luca, guarda Vera come sta sprecando tutti i caldomorbidi che ha, dandoli a Elisa. Sai, se Elisa se li prende tutti, può darsi che, a lungo andare, non ne rimangano più per te”.
Luca rimase a lungo soprappensiero. Poi si voltò verso la strega e disse: “Intendi dire che può succedere di non trovare più caldomorbidi nel nostro sacchetto tutte le volte che li cercheremo?”.
E la strega rispose: “Proprio così. Quando saranno finiti, saranno finiti. E non ne avrete assolutamente più”.
Detto questo volò via, sghignazzando fra sé.
Luca fu molto colpito da quanto aveva detto la strega e da quel momento cominciò ad osservare e a ricordare tutti i momenti in cui Vera dava caldomorbidi a qualcun altro.
Di lì in poi divenne timoroso e turbato, perché gli piacevano i caldomorbidi di Vera e non voleva proprio rimanere senza. 
E pensava pure che Vera non facesse una cosa buona a dare tutti quei caldomorbidi ai bambini e alle altre persone.
Cosi cominciò ad intristirsi tutte le volte che vedeva Vera elargire un caldomorbido a qualcun altro. E poiché Vera gli voleva molto bene, essa smise dì offrire così spesso caldomorbidi agli altri, riservandoli invece per lui.
I bambini, vedendo questo, cominciarono naturalmente a pensare che fosse una cattiva cosa dar via caldomorbidi a chiunque e in qualsiasi momento venissero richiesti o si desiderasse farlo e, piano piano, senza quasi nemmeno accorgersene, diventarono sempre più timorosi di perdere qualcosa.
Così anch’essi divennero più esigenti. 
Tennero d’occhio i loro genitori e, quando vedevano che uno di loro donava un caldomorbido all’altro, anche loro impararono a intristirsi. Anche i loro genitori se ne scambiavano sempre di meno e di nascosto, perché così pensavano che non li avrebbero fatti soffrire.
Sappiamo bene come sono contagiosi i timori. Infatti, ben presto queste paure si sparsero in tutto il paese e sempre meno si scambiarono caldomorbidi.
Nonostante ciò le persone potevano comunque sempre trovare un caldomorbido nel loro sacchetto tutte le volte che lo cercavano, ma essi cominciarono a estrarne sempre meno, diventando nel contempo sempre più avari.
Presto la gente cominciò a sentire mancanza di caldomorbidi e, di conseguenza, a sentire meno caldo e meno morbido. Poi qualcuno di loro cominciò ad incurvarsi e ad appassire e talvolta persino a morire. 
Quella malattia, dovuta alla mancanza dì caldomorbidi, che prima della venuta della strega era molto rara, ora colpiva sempre più spesso.
E sempre di più la gente andava ora dalla strega per comprare pozioni e unguenti, ma, nonostante ciò, non aveva l’aria di star meglio.
Orbene, la situazione stava diventando di giorno in giorno più seria. 
A pensarci bene la strega cattiva in realtà non desiderava che la gente morisse (infatti pare che i morti non comprino balsami e pozioni), così cominciò a studiare un nuovo piano. 
Fece distribuire gratuitamente a ciascuno un sacchetto in tutto simile a quello dei caldomorbidi, ma questo era freddo mentre l’altro era caldo. Dentro il sacchetto della strega infatti c’erano i “freddoruvidi“. 
Questi freddoruvidi non facevano sentire la gente calda e morbida ma fredda e scontrosa. 
Comunque fosse, i freddoruvidi un effetto ce l’avevano: impedivano infatti che la schiena della gente si incurvasse più di tanto e, anche se sgradevoli, servivano a tenere in vita gli abitanti di quel paese che una volta era stato felice.
Così tutte le volte che qualcuno diceva: “Desidero un caldomorbido“, la gente, arrabbiata e spaventata per il loro rarefarsi, rispondeva: “Non ti posso dare un caldomorbido, vuoi un freddoruvido?”.
E, a volte, capitava persino che due persone a passeggio insieme pensavano che avrebbero potuto scambiarsi dei caldomorbidi, ma una o l’altra delle due, aspettando che fosse l’altra ad offrirglielo, finiva poi per cambiare idea, e si scambiavano dei freddoruvidi.
Stando così le cose, ormai sempre meno gente moriva di quella malattia, ma un sacco di persone erano sempre infelici e sentivano molto freddo e molto ruvido.
E’ inutile dire che questo fu un periodo d’oro per gli affari della strega.
La situazione peggiorava ogni giorno. 
I caldomorbidi, che una volta erano disponibili come l’aria, divennero merce di grande valore e questo fece sì che la gente fosse disposta ad ogni sorta di cose pur di averne. In certi casi i caldomorbidi venivano estorti con l’inganno, in altri con violenza e, quando ciò avveniva, succedeva una cosa strana: questi non sorridevano più, sbocciavano poco e diventavano scuri.
Prima che la strega facesse la sua apparizione la gente era solita trovarsi in gruppi di tre o di quattro o anche di cinque persone senza minimamente preoccuparsi di chi fosse a dare i caldomorbidi
Dopo la venuta della strega la gente cominciò a tenere per sé tutti i propri caldomorbidi, e a darli al massimo ad un’altra persona. Qualche volta succedeva che quelli che davano a persone esterne dei caldomorbidi si sentivano in colpa perché pensavano che il proprio partner molto probabilmente ne sarebbe stato dispiaciuto e geloso. E quelli che non avevano trovato un partner sufficientemente generoso andavano a comprare i loro caldomorbidi e questo gli costava molte ore di lavoro per racimolare il denaro.
Un altro fatto sorprendente ancora succedeva. Alcune persone prendevano i freddoruvidi, che si trovavano facilmente e gratuitamente, li camuffavano ad arte con un’apparenza piacevole e morbida e li spacciavano per caldomorbidi. Questi caldomorbidi contraffatti venivano chiamati caldomorbidi di plastica e finirono per procurare guai ulteriori.
Per esempio, quando due persone si volevano scambiare reciprocamente dei caldomorbidi pensavano, è ovvio, che si sarebbero sentiti bene, ma, in realtà, nulla cambiava e continuavano a sentirsi come prima e forse anche un pochino peggio. Ma, poiché pensavano in buona fede di essersi scambiati dei caldomorbidi genuini, rimanevano molto confusi e disorientati, non comprendendo che il loro freddo e le loro sensazioni sgradevoli erano in realtà il risultato dell’essersi scambiati caldomorbidi di plastica.
Così la situazione si aggravava di giorno in giorno.
I caldomorbidi erano sempre più rari e, a volte, anche guardati con sospetto, perché si confondevano con quelli di plastica, contraffatti.
I freddoruvidi erano abbondanti e sgradevoli e tutti pareva volessero regalarli agli altri. 
C’era molta tristezza, paura e diffidenza e tutto questo era iniziato con la venuta della strega, che aveva convinto le persone che, a forza di scambiarsi caldomorbidi, un giorno non lontano avrebbe avuto la sorpresa di scoprire che erano finiti.
Passò ancora del tempo e, un giorno, una donna florida e graziosa, nata sotto il segno dell’Acquario, giunse in quel paese sfortunato, portando il suo sorriso limpido e cordiale.
Non aveva mai sentito parlare della strega cattiva e non nutriva alcun timore che i suoi caldomorbidi finissero. 
Li dava liberamente, anche quando non erano richiesti. 
Molti la disapprovavano perché pensavano che fosse sconveniente per i bambini vedere queste cose e temevano per la loro educazione
Ma essa ai bambini piacque molto, tanto che la circondavano in ogni momento. E anche loro cominciarono a provare gusto nel dare agli altri caldomorbidi quando gliene veniva voglia. I benpensanti corsero ben presto ai ripari facendo approvare una legge per proteggere i bambini da un uso spregiudicato di caldomorbidi
Secondo questa legge era un crimine punibile dare caldomorbidi ad altri che non alle persone per cui si avesse avuto una licenza. E, per maggiore garanzia, queste licenze di darsi caldomorbidi si potevano avere per una sola persona e spesso duravano tutta la vita.
Molti bambini comunque fecero finta di non conoscere la legge e, in barba a questa, continuarono a dare ad altri caldomorbidi quando ne avevano voglia o quando qualcuno glieli chiedeva. 
E, poiché c’erano molti, molti bambini – così tanti forse quanto i benpensanti – cominciò ad apparire chiaro che la cosa era molto difficile da contenere.
A questo punto sarebbe interessante sapere come andò a finire. Riuscì la forza della legge e dell’ordine a fermare i bambini? Oppure furono invece i benpensanti a scendere a patti? 
E Luca e Vera, ricordando i giorni felici dove non c’era limite di caldomorbidi, ricominciarono a donarli ancora liberamente?
La ribellione serpeggiava ovunque nel paese e probabilmente toccò anche il luogo dove vivete. 
Se voi volete (e io sono sicuro che voi lo volete), potete unirvi a loro a offrire e a chiedere caldomorbidi e, in questo modo, diventare autonomi e sani senza più il rischio che la vostra schiena si ripieghi per la sofferenza e rischi di raggrinzirsi.

Claude Steiner, 1969.


Inverno

Una settimana fa ero a casa con Wilma febbricitante che non riusciva a dormire per la tosse e ho fatto un ripassino, ne condivido qualche passaggio con voi:

La febbre è una difesa- (…) non è una malattia in sé ma in primo luogo è espressione di una reazione di difesa dell’organismo.
Una febbre anche alta non è, specialmente nei bambini, un segno di malattia grave (…). La febbre è un rialzo di temperatura causato da una “ritaratura” del centro termoregolatore che si trova nel cervello con aumento della produzione di calore corporeo e una sua ridotta dispersione. E’ un aumento attivo della temperatura (…). Le prove sull’uomo e sull’animale di un effetto utile (virucida e battericida) sono da considerarsi certe e basate su prove scientifiche. Questo effetto viene “pagato” con malesseri di vario grado, con sonnolenza e difetto dell’attenzione, che hanno però l’obiettivo di favorire il riposo e il risparmio energetico perché anche gli uomini, come i batteri e i virus, stanno meglio a 37° piuttosto che a 40°.
Quindi abbassare la febbre non è affatto utile
Tutte le volte che abbassiamo le febbre di un bambino neutralizziamo gli sforzi del suo sistema immunitario per difendersi da virus e batteri i quali, grazie proprio agli antipiretici, troveranno un ambiente meno ostile per diffondersi. E’ necessario comprendere e accettare che la febbre sia un fenomeno buono, anche se “fa star male”; è insomma sempre una risposta utile dell’organismo e non una malattia.”
Sulla tosse:
Le infezioni delle alte vie respiratorie sono le malattie più diffuse tra 0 e 6 anni e rappresentano la causa più diffusa di consultazione del pediatra da parte dei genitori.
I farmaci prescritti con più frequenza non incidono in maniera significativa sulla durata delle manifestazioni patologiche né sul rischio di complicazioni, e il loro effetto sulla riduzione dei disagi è assai limitato e controverso.
Il nostro sistema immunitario e quello dei nostri bambini è in grado, in genere nel giro di 5-7 giorni, di produrre anticorpi e di guarire spontaneamente  dalle più comuni infezioni delle vie respiratorie. 
La tosse è utile
La tosse è il sintomo più fastidioso per il bambino e di maggiore ansia per i genitori. In realtà rappresenta la miglior difesa dell’organismo contro le infiammazioni delle vie respiratorie perché le libera dal catarro nel quale sono inglobati i virus. (…) I farmaci in commercio contro la tosse, oltre ad essere di scarsa utilità, sono per lo più anche dannosi, sia perché sopprimono le naturali risposte dell’organismo e del sistema immunitario sia per gli effetti collaterali di cui spesso i genitori non vengono informati  a sufficienza.
Cosa fare
Per lenire i fastidiosi effetti del raffreddore sarebbe più che sufficiente qualche goccia di soluzione di acqua e sale,umidificare l’ambiente e far bere acqua al bambino. (…)
Una volta le nonne sapevano bene che il miglior calmante della tosse era il miele, ma i pediatri di oggi non apprezzano le cose semplici e “devono” usare farmaci industriali; anche se uno studio del 2007*, mettendolo a confronto con il destrometorfano (uno dei più usati sedativi della tosse) oppure con l’assenza di terapia, ci conferma che il miglior trattamento delle tossi notturne causate  da infezioni delle alte vie respiratorie è proprio il miele.” 
Franco De Luca, Bambini e (troppe) medicine.

Domani sarò a casa con Pepito che s’è preso la malattia mani-piedi-bocca. Fuori diluvia.
E’ proprio arrivato l’inverno.
Si prevedono litri e litri di cioccolata calda alla cannella.

Bambini e (troppe) Medicine

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

* Paul IM, et al., Effect of honey, dextromethorfan, and no treatmen on nocturnal cough and sleep quality for coughing children and their parents, “arch Pediatr Adolesc Med”, 2007;161:11 40-6.


Letture mammesche sotto l’ombrellone-parte II

Non ho resistito alla tentazione di aggiungerne altri…ve li ho divisi per tema,come nella prima parte, ma stavolta ho aggiunto una breve descrizione per ognuno, così da facilitarvi la scelta.

Sull’allattamento:

L'arte dell'Allattamento Materno
Autori Vari

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

Questo testo è davvero uno strumento eccezionale. Ci sono descritte dettagliatamente situazioni ed eventualità che alla prima esperienza di allattamento uno nemmeno si immagina che esistano. Forse anche troppo dettagliato, ma è molto scorrevole e si può saltare da un capitolo all’altro scorrendo l’indice e scegliendo gli argomenti in base alle proprie esigenze del momento.

Sulla fisiologia del neonato:

E se poi Prende il Vizio?

Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere

Portare i Piccoli

Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

Questi due libri sono molto utili per conoscere le reali esigenze di un neonato e non restare intrappolati tra ciò che si vorrebbe fare e quello che ci viene propinato per giusto e/o educativo per i bimbi e per noi. Sono ricchi di dati scientifici e oggettivi ma al tempo stesso scorrevoli e molto piacevoli. Io li ho letti velicissimamente e mi hanno regalato una bella dose di tranquillità ed entusiasmo!

Sul sonno:

Genitori di Giorno e... di Notte
William Sears, M.D., Autori Vari

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Facciamo la Nanna

Voto medio su 3 recensioni: Buono

Per avere le idee un po’ meno confuse su come dormono i neonati e non incappare nelle proposte di magici metodi per farli dormire tutta la notte.

Sulla salute:
Bambini Super Vaccinati

Voto medio su 9 recensioni: Da non perdere

Il momento dei vaccini vi sembrerà lontano, ma arriva in un attimo e oggi più che mai, è nostro dovere essere informati per saper scegliere  consapevolmente. In questo testo troverete un capitolo per ogni malattia, con indicazioni specifiche sulle modalità di contagio, la diffusione geografica e sociale e  le possibili complicazioni che possono derivare da essa o dal vaccino per evitarla.

Bambini e (troppe) Medicine

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

Questo testo per me è stato essenziale, e ve ne ho parlato nel dettaglio qui. Fa una descrizione accurata e scientifica dei vari malanni tipici dei bambini (febbre, tosse, mal d’orecchie,ecc…) ma con un linguaggio semplice ed esplicativo. Ci sono inoltre varie ricette di rimedi dolci da preparare in casa e consigli su semplici accorgimenti che possono aiutarci quando dobbiamo accudire un figlio ammalato.

Ne aggiungerei altri, me ne vengono in mente di continuo, ma mi rendo conto che avere troppi titoli tra cui scegliere può essere scoraggiante… quindi mi fermo qui, ma se avete bisogno di qualche titolo su un tema specifico, o volete un consiglio personalizzato, scrivetemi! Sogni d’oro anime belle e a presto 🙂

Letture mammesche sotto l’ombrellone

Mi arrivano richieste di titoli di libri da leggere/consigliare su parto, gravidanza e dintorni…

Ce ne sono davvero tanti ma mi sono impegnata per voi e cerco di segnalarvi quelli che mi hanno lasciato le sensazioni più belle. I titoli che seguono credo siano facilmente reperibili anche nelle biblioteche comunali, ma se volete comprarli, potete farlo anche qui, cliccandoci sopra. Buona lettura a tutte/i!

Sul parto:

La Gioia del Parto

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

Venire al Mondo e Dare alla Luce - Libro

Voto medio su 7 recensioni: Da non perdere

Manuale del Parto Attivo

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Quest’ultimo l’ho trovato utile anche praticamente, infatti ci sono disegni ed esercizi che mi hanno aiutato molto quando aspettavo Alma.

Sull’essere genitori:


La Scientificazione dell'Amore

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

L’amore si insegna? Forse non è poi così assurdo pensarlo…Emozionante ed intenso.

Bésame Mucho (Libro)

Voto medio su 23 recensioni: Da non perdere

Scritto da un pediatra che sta “dalla parte dei bambini”.  Incoraggiante e appassionato.

E se li divorate, come facevo io durante la mia prima gravidanza, ne ho altri pronti da segnalarvi. Tanti baci mamme belle!!!